giovedì 26 luglio 2012

Ilva di Taranto, dove si protesta per il diritto a morire di lavoro

Marco Cedolin

Ci sono vicende che meglio di altre riescono a rappresentare un momento storico ed una situazione sociale, incarnandone tutte le contraddizioni.
Quanto sta accadendo in questi giorni all'Ilva di Taranto é un teatro degli orrori in grado di aprire uno spaccato quanto mai esaustivo sul cortocircuito logico costituito dal mondo della crescita che posto nell'impossibilità di crescere ancora indefinitamente, decide di mangiare i propri figli degeneri, felici di assurgere allo stato di pasto, purchè il sacrificio serva a far brillare un attimo di più la stella morta del progresso.
Ma veniamo alla vicenda in sé, l'Ilva da quando esiste é sempre stata una fabbrica di morte, dispensatrice di veleni di ogni tipo, barattati al mercato delle "opportunità" con posti di lavoro ben retribuiti.
Alla luce di recenti analisi, diventate di pubblico dominio é pero emerso che i cittadini di Taranto (anche quelli che all'Ilva non hanno mai lavorato) pisciano piombo e pure un pò di cromo, tutte sostanze altamente cancerogene al di là di ogni ragionevole dubbio....


Posta di fronte a dati così allarmanti, la magistratura non ha potuto fare altro che ventilare il sequestro dello stabilimento, che sta trovando una prima esecuzione proprio in queste ore.
Gli operai, sotto la bandiera dei sindacati di Fim, Fiom e Uilm hanno indetto uno sciopero immediato, sono scesi in presidio di fronte all'impianto ed hanno occupato la statale per difendere il proprio posto di lavoro, acquistato fin dall'inizio al caro prezzo di un tumore.

Quali sono i diritti ed i doveri, in una società che ha ormai perso ogni coordinata, dove l'uomo é stato educato ad amare il denaro più della vita stessa, fino al punto da considerare etico sacrificare la propria famiglia dentro ad un reparto di oncologia, pur di riuscire a mantenerla "dignitosamente"?

Occorre privilegiare i diritti dei cittadini di Taranto che pur non lavorando all'Ilva pisciano piombo e sono a grave rischio di contrarre una qualche forma tumorale?
Oppurre sarebbe preferibile anteporre i diritti dei lavoratori dell'Ilva, che pisciano piombo in maniera ben più copiosa degli altri, ma sono disposti a fregarsene, purchè alla fine mese continui ad arrivare uno stipendio?

In uno stato serio e in un mondo che non girasse all'incontrario, l'Ilva sicuramente non esisterebbe più da tempo, ma in compenso sarebbe esistito un governo a farsi carico di coniugare l'esigenza occupazionale con quella di mantenere in vita i cittadini.

Nel mondo che gira all'incontrario invece, chi tenta di tutelare la salute della popolazione diventa un nemico, chi accumula profitti miliardari facendo ammalare la gente un benefattore ed i sindacati chiamano i lavoratori in piazza e li portano ad occupare le strade, solamente quando si tratta di difendere gli interessi del "padrone", scientemente dissimulati dietro ai salari barattati con il tumore.
E si celebra la lotta di casse, da morto.

7 commenti:

Emilianobruno ha detto...

SONO, SIAMO, TUTTI RESPONSABILI!! QUESTA E' LA SOCIETA' CAPITALISTICA INDUSTRIALE CHE HANNO CREATO E ABBIAMO LASCIATO CREARE!! "NOI" QUALCHE ATTENUANTE L'ABBIAMO: LA NECESSITA' DI SOPRAVVIVERE ASSIEME ALLA FAMIGLIA! LORO ... LE IMPRESE, I SINDACATI, LA POLITICA CHE GIUSTIFICAZIONE HANNO? IL PROFITTO LE IMPRESE, L'INCOMPETENZA SE NON UNA COLPEVOLE NEGLIGENZA O PEGGIO LA CORRUZIONE, I SINDACATI E LA POLITICA! ORA IL RICATTO, SE VOLETE MANGIARE, ...
NON PENSATE ANCHE ALLA SALUTE!!
(mi scuso per il maiuscolo, ho problemi di affaticamento della vista)

marco cedolin ha detto...

Hai perfettamente ragione, Emiliano, la responsabilità è di tutti.

max ha detto...

accade purtroppo molto più comunemente di quanto appaia con questo caso ILVA, che di per sè è eclatante.

Orso Tibetano ha detto...

Bravo Marco, bell'articolo!!! a Ravenna le neomamme hanno la diossina nel latte materno, ma nessuno fa niente e tutti tacciono...

Gianna Bonacorsi ha detto...

Terribile questa vicenda, non si può essere costretti a scegliere fra la vita e il lavoro, non è umano che l'uno escluda l'altro!

Vincenzo Rauzino ha detto...

Chi gestiva e gestisce l’Ilva ha continuato nell’attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza......il flue gas di cokeria e di altoforno si puó far gorgogliare in un reattore con batteri GM che metabolizzano il gas tossico e producono etanolo, butanolo o altre piccole molecole che si posson vendere per reralizzare guadagni.
E non é un processo di laboratorio, ma un processo industriale robusto che funziona anche senza incentivi, infatti i cinesi stanno attrezzando le loro acciaierie con queste.
Il sito della ditta che fornisce l´impianto chiavi in mano é http://www.lanzatech.co.nz/


Fonte: www.linkiesta.it

zac ha detto...

che questo sistema sia decotto lo si sa ormai da anni eppure sembra che di "visioni" convincenti per il futuro non ce ne siano molte.

secondo me volenti o nolenti si dovrà fare i conti con la totale revisione del concetto reddito-occupazione, anche perchè, crisi o non crisi la platea degli “esclusi”, anche a prescindere da questioni di salute pubblica, sarà sempre più vasta, con tutto ciò che comporta (es. http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/414019/ ) , e concretizzare la redistribuzione materiale del sapere collettivo che digitalizzazione e automazione incorporano in beni e servizi.

il reddito di base incondizionato è un tema molto discusso in europa in cui ci sono addirittura azioni come questa:
http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/info_on_line/2012/04/12–Iniziativa-per-un-salario-minim

potrebbe sembrare utopico ma se si approfondisce, le remore sono più che altro di origine culturale e psicologica
il fatto più “rivoluzionario” di questo approccio è la dissoluzione nell’immaginario collettivo del concetto colonizzante denaro-sopravvivenza demonetizzando progressivamente i rapporti sociali e quindi ottenere una società in cui finalmente il profitto non è la pietra angolare dell’esistenza, liberando energie umane fino ad ora costrette a dei bilanci.

il reddito non è più solo il pagamento per un lavoro ma diventa il "prerequisito" per poter lavorare.

questo è il film della rete tedesca sul basic income incondizionato:
http://www.youtube.com/watch?v=ExRs75isitw
(sottotitoli da attivare)

se vi và.. buona “visione”