sabato 24 giugno 2017

Immunità di legge

Marco Cedolin

Abbiamo sempre evitato volutamente di partecipare alla diatriba concernente i vaccini, in quanto convinti del fatto che sia profondamente sbagliato affrontare un argomento tanto composito e spinoso con atteggiamento manicheo, portando in dote quel tifo da stadio (pro o contro) che troppo spesso alberga nelle trasmissioni in TV e sulle pagine dei giornali.
Pur avendo scelto di rimanere in disparte diventa però davvero difficile restare indifferenti di fronte all'operazione di mero sciacallaggio orchestrata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin e da tutto il circo dei tifosi dei vaccini sulle spalle di un bimbo di 6 anni ammalato di leucemia, deceduto a Monza a causa del morbillo.....


Il ministro in questione ha approfittato del tragico evento per vantare le proprietà taumaturgiche delle vaccinazioni ed affermare che "una vita vale una legge", laddove naturalmente la legge in questione sarebbe il decreto attraverso il quale ella stessa si propone d'introdurre l'obbligatorietà dei vaccini.
Tutte le testate giornalistiche hanno dispensato sermoni, indugiando sulla tragedia per ribadire la necessità delle vaccinazioni, sostenendo che con dei genitori "migliori" (favorevoli ai vaccini) il bimbo sarebbe sicuramente guarito dalla leucemia, pontificando sulla necessità del raggiungimento "dell'immunità di gregge" che avrebbe potuto salvare il bimbo, mentre così non è stato dal momento che esistono tanti (troppi) cattivi italiani contrari ai vaccini e pertanto idealmente responsabili di questo lutto.

Preferendo perseverare nel nostro intendimento di tenerci al di fuori dalle scazzottate fra le due curve di ultras, eviteremo di sottolineare il fatto che una cospicua parte di coloro che avversano i vaccini hanno preso la propria posizione proprio dopo avere subito o rischiato un lutto a causa delle vaccinazioni. Così come eviteremo di ricordare che se è vero (come hanno ripetuto i giornali) che circa l'80% dei pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta ha buone speranze di sopravvivenza, una cospicua parte di essi (ma non l'hanno detto i giornali) avrà una vita clinicamente travagliata a causa della chemioterapia e dei pesanti trattamenti subiti, tanto che il 25% di loro presenterà deficit intellettivi e deficit di crescita, sterilità e rischio di secondi tumori indotti dai trattamenti.

Ci piacerebbe porre una sola domanda al ministro Lorenzin (impegnato a santificare il proprio decreto legge) ed ai pennivendoli che hanno dispensato a pioggia perle di saggezza dissertando saccentemente sulla tragedia del bimbo di Monza: se il bimbo fosse morto a causa di un raffreddore o di una qualsivoglia infezione (cosa possibile alla luce della patologia che lo affliggeva) gli avrebbero dedicato almeno un trafiletto sulla cronaca locale?

1 commento:

Maurizio 59 ha detto...


Sempre grazie a http://www.stefanomontanari.net/sito/, conosciuto grazie a te qualche anno fa.

Un bel contributo si trova anche su: http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2017/05/de-lorenzin.html: purtroppo il link al film Vaxxed non funziona più.

Facciamo rete contro i nuovi dott. mengele che per denaro vogliono obbligarci ad infilare delle siringhe nella pelle dei nostri figli, in nome di presunte evidenze scientifiche che stanno tra i totem ed i tabù (come se agli "scienziati" il denaro ed il potere non facessero né caldo né freddo).