martedì 6 marzo 2018

Reddito di cittadinanza e dintorni

Marco Cedolin

In queste ultime settimane, complice la proposta del Movimento 5 stelle rivelatasi decisiva nella campagna elettorale, vedo sempre più persone sproloquiare, spesso senza cognizione di causa, intorno al reddito di cittadinanza. Non solamente in TV e sui giornali, ma anche all'interno dei social, si sta ingenerando una vera e propria battaglia dialettica fra sostenitori e detrattori del rdc, dove spesso coloro che lo mettono alla berlina sono proprio le stesse persone che negli ultimi anni si stracciavano le vesti indignate di fronte alla terribile piaga dei suicidi per motivi economici.
La confusione è tanta e sarebbe un errore imperdonabile permettere che un argomento di questa importanza diventi mero oggetto di diatriba politica fra grillini ed anti grillini, risultandone di fatto svilito e condotto in una dimensione che non è la sua….


Personalmente non sono un fan del Movimento 5s e non so se la proposta di Di Maio verrà in futuro tradotta in realtà con una qualche efficacia o resterà promessa morta, ma in tutta sincerità non è questo l’argomento che m'interessa approfondire.
Il punto intorno al quale mi piacerebbe invece fare riflettere tante “teste di legno” oggi ancora (e sottolineo ancora) con il culo al caldo, impegnate a dissertare intorno a quanto sia blasfemo anche solo concepire l'idea del rdc, considerato alla stessa stregua del peggiore assistenzialismo peloso, è la situazione in cui attualmente si trova l'Occidente intero e l'Italia in particolare.

Al di là di quanto dicono le statistiche addomesticate dell'Istat oggi in Italia oltre 10 milioni di persone sono disoccupate o campano facendo lavoretti saltuari e sottopagati. Tutte loro sopravvivono fra gli stenti, senza avere la possibilità di ottenere un reddito dignitoso e di campare una famiglia. La maggior parte di loro non ha alcuna speranza di trovare nel breve e medio termine un lavoro in grado di garantirgli un reddito sufficiente a vivere con un minimo di dignità.

Nel prossimo decennio in Italia molti altri milioni di persone (anche fra quelle oggi con il culo al caldo) perderanno il proprio lavoro a causa dell'industria 4.0, delle delocalizzazioni e della congiuntura economica sfavorevole e non saranno in grado di trovare un'occupazione che sostituisca quella precedente, dal momento che l'automazione e il progresso informatico avranno bruciato sempre più milioni di posti di lavoro e non potranno andare tutti a lavorare nei call center o fare i promoter nei centri commerciali per un piatto di riso.

Ne conseguirà che le nostre città si trasformeranno in tante bidonville, popolate da una massa di disgraziati che tentano disperatamente di campare il pranzo con la cena, spesso senza riuscirci e bisogna sempre ricordare che fra quei disgraziati potremmo esserci anche noi.

Lo Stato, ammesso che in prospettiva si possa ancora parlare di Stato, non ha molti mezzi per tentare di evitare che questo accada.

Può ricorrere all'eugenetica ed eliminare fisicamente tutti i cittadini che non hanno più il culo al caldo, ma non credo si tratti di una prospettiva auspicabile e molto democratica.

Può istituire un reddito di cittadinanaza (pratica già in uso da parecchi anni in molte nazioni europee) che permetta agli sventurati di sopravvivere in maniera un minimo dignitosa e si tratta senza dubbio della soluzione più facilmente praticabile nel breve termine.

O può tentare (ipotesi che personalmente preferisco in assoluto) di riacquistare la propria sovranità monetaria e di affrancarsi dal modello del mondialismo globalizzato, riprendendo in mano le redini della nazione e costruendo posti di lavoro che consentano a tutti i cittadini di lavorare e portare a casa un reddito con il quale sia possibile campare in maniera dignitosa la propria famiglia.

In tutta onestà altre strade non ne vedo e non è mettendo la testa sotto la sabbia e facendo finta che il problema non esista che si può risolvere la situazione, perché il problema prima o poi ci toccherà tutti, anche se abbiamo inveito contro il reddito di cittadinanza, perché serve solo a far vincere le elezioni e mantenere i fannulloni.

20 commenti:

Pike Bishop ha detto...

Premesso che sono assolutamente contrario alla propaganda elettorale del Partito di Sassoon, la questione del Sussidio di Disoccupazione va esaminata da un po' di distanza.
Praticamente tutti i principali paesi europei, tranne l'Italia, dove e' sempre stato erogato in piccole dosi mirate alle clientele o "ad minchiam segugium" (o travestito da altro a secondo delle clientele), esiste un sussidio di disoccupazione, che e' una pratica oramai fermamente stabilita.

Il sussidio, originariamente, veniva erogato per due motivi: Primo, per ammortizzare l'effetto dei cicli di boom & bust dell'economia neo-capitalista ed evitare sommosse popolari. Secondo, per tenere al di fuori della vita produttiva del paese determinate classi di individui che tradizionalmente venivano mandati nelle colonie per vari motivi e che in un assetto neo-colonialista non era piu' possibile spedire altrove o mettere tutti in prigione, famiglie comprese. Queste classi, infatti, avevano dimostrato di provocare piu' danno se immesse nel tessuto produttivo di quanto non costasse mantenerle per stare a casa. Sono tutti quelli che si rivelarono non impiegabili in periodi di boom economico e se impiegati, per incapacita', cultura, stile di vita ed etica o ridotte capacita' intellettive, erano controproducenti in un sistema che oramai aveva bisogno di ben poca manovalanza gretta.
Questa ultima categoria di persone pero' era piuttosto esigua, fino a pochi anni fa, ed il prospetto di mantenerli in perpetuita' non era cosi' costoso. Dagli anni 70 in poi pero' il costo e' diventato incredibilmente alto cosi' si sono cominciati a vedere energumeni e energumene tatuati e con l'eterna sigaretta in bocca che si esprimono con suoni gutturali lavorare (poco) in ospedali, ed altre strutture pubbliche, ed in uffici, specie in Inghilterra.

In ogni caso il sistema del Sussidio non era granche' bello da vedersi: la mancanza di un lavoro non ha portato a una estensione degli "hobbies" o dell'istruzione di questi strati sociali, ma piuttosto al loro progressivo imbarbarimento, una catastrofe etica e sociale di dimensioni bibliche, in pratica la fine della civilta' in interi quartieri delle grandi citta' europee.

Il problema e' che questo sistema sta fallendo: nonostante in alcuni paesi con le colonie la disoccupazione non sia cosi' drammatica come si vuol far credere, le prospettive di lavoro, per via della crescente automazione, sono sempre piu' ridotte non solo per operai, ma anche per impiegati. Persino le classi parassitarie privilegiate (i cosiddetti "professionisti" mangia mangia, quali avvocati, notai, architetti ecc) sono destinate ad essere falcidiate dalla tecnologia informatica.

In pratica, il sistema produttivo non ha piu' bisogno di persone, il che comporta che le gli individui che non possono piu' produrre e guadagnare non potranno piu' neanche spendere.

Pike Bishop ha detto...

Qualcuno dira': ma non era questo il sogno degli anni '50? Una societa' futuristica nella quale le macchine avrebbero lavorato per noi e noi avremmo lavorato solo per un paio d'ore al giorno? Si, certamente, ma l'organizzazione sociale che ci ritroviamo non sa come ottenere questo risultato. Oltretutto, il tipico essere umano sembra non reagire bene all'assenza di imposizioni dopo essere stato schiavizzato in fabbriche ed uffici per generazioni. In piu', in una societa' edonistica, materialista e drogata dalla frenesia dell'avere, sembra un problema impiegare il tempo libero in maniera non distruttiva. Ci sono inoltre fortissime resistenze dello Status Quo affinche' il modello sociale NON CAMBI. La direzione che sembra ormai decisa dalla elite mondiale e' quella di un ritorno ad un mondo dove i Marajah ed i loro Visir hanno tutto, e la moltitudine vive a livelli di schiavitu' e poverta' peggiori di quelli del popolo indiano del diciassettesimo secolo.

A fronte di tutto questo, in Italia, qualcuno vuole ora implementare per davvero un sistema di Sussidio che e' gia' da anni fuori tempo massimo. Si vogliono ridistribuire i proventi da tasse quali il mondo non ha mai visto per entita' in percentuale alla produzione di ricchezza, per ottenere sia la cancellazione della classe di media e piccola imprenditoria e nel contempo la perdita di cultura e civilta' (che gia' sono perse abbastanza) della popolazione meno abbiente.

C'e' da stupirsi percio' se qualcuno s'incazza, e molto, contro la proposta fatta in cattiva fede del reddito di cittadinanza senza alcun programma di risanamento economico che non puo' essere messo in atto da camerieri di banchieri e potenze straniere?

C'e' da incazzarsi eccome, considerato anche che e' in corso una invasione, non contrastata dal partito che propone il sussidio, soprattutto dall'Africa, tesa a distruggere il tessuto sociale e culturale italiano ed al contempo a garantire diritti e cittadinanza agli invasori che otterrebbero anche loro il diritto al sussidio: puo' veramente l'Italia mantenere tutta l'Africa che arriverebbe di sicuro se allettata dalla prospettiva del mantenimento a gratis???

Se si vuole teorizzare un nuovo sistema, sono disponibile a discuterne, ma non so quanto non sia come teorizzare sul sesso degli angeli quando i barbari hanno gia' sfondato le mura della citta'....

Peppe ha detto...

Marco, la soluzione? La seconda che hai detto...

Marina ha detto...

Intanto vorrei dire chi i milioni di poveri sono 18 e non 10 :-(
Per quel poco che ne so e ne capisco, mi risulta che il reddito di cittadinanza non sia per tutti e sia a debito....

marco cedolin ha detto...

Caro Pike, condivido pienamente quello che hai detto, al punto che mi sento di affermare che su questo argomento la pensiamo esattamente nello stesso modo.

Io non critico affatto chi contesta il rdc proposto da 5s portando le tue motivazioni, con la consapevolezza che comunque esiste e soprattutto esisterà un problema drammatico al quale volenti o nolenti bisognerà fare fronte. Io critico chi ironizza sul rdc semplicemente facendo finta che il problema non esista e lo fa senza portare uno straccio di contributo costruttivo.

Nell'antica Grecia esistevano gli schiavi(facente funzione dell'automazione odierna)e la popolazione traeva il proprio reddito dal loro lavoro, mentre si dedicava alle arti, allo sport, alla politica (che veniva svolta a titolo gratuito)alle scienze, alla filosofia e quant'altro. Non si drogavano e neppure si comportavano in maniera becera e disdicevole.
Ovviamente fra l'antica Grecia e la nostra società della globalizzazione mondialista esistono differenze abissali di ogni genere, però dovrebbe essere evidente a tutti che oggi o si cambia radicalmente paradigma o si muore e quello che è peggio si finisce per morire da schiavi decerebrati e nulla più.

marco cedolin ha detto...

Caro Peppe, la seconda che ho detto è solamente un tampone, una pezza, la terza potrebbe essere la soluzione, ma impone un cambio radicale di paradigma e la volontà di costruire qualcosa di profondamente diverso.

marco cedolin ha detto...

Marina, in tutta onestà non conosco (chissà se la conosce qualcuno) nel dettaglio la proposta dei 5s, dubito fortemente che sia per tutti e siccome l'Italia è un paese senza sovranità non potrà che essere a debito.

Pike Bishop ha detto...

Marco, il problema con il paragonarsi con l'antica Grecia e' che noi tendiamo a pensare agli schiavi come roba del passato. Gli stipendiati e i salariati sono gli schiavi moderni, e stanno pure peggio perche' devono procurarsi con la propria iniziativa tutto quel che serve per sopravvivere e non sono trattati meglio.

L'equivalente dei Greci liberi sono la borghesia e la classe dirigente attuale. Neanche loro hanno problemi sociali di tossicodipendenza o famiglie distrutte (anzi, loro sono molto tradizionalisti per quanto riguarda i valori familiari, e' la loro forza).

Pensa cosa fosse successo nell'antica Grecia se una astronave avesse consegnato robot vari che potessero fare il lavoro degli schiavi: ci sarebbe stato il problema di come utilizzare questi schiavi, e sarebbero anche loro nel nostro stesso dilemma. La classe dirigente infatti non apprezza una popolazione che abbia la possibilita' di ingolfare le loro strade (infatti ora vogliono farci comprare per legge auto elettriche, cioe' la fine dell'auto), di usare i loro aerei, di andare in ferie dove vanno loro ecc. ecc.

Stanno coscientemente tentando di rendere impossibile la vita della gente normale cosicche'non ci si renda conto che, visto che ora loro non hanno piu' bisogno di noi, neanche noi abbiamo piu' bisogno di loro.
Questo e' il motivo per il quale hanno inventato i droni, l'unica cosa che fa loro paura sono i loro stessi militari, che vengono sempre di piu' sottoposti ad un lavaggio del cervello poderoso.

Siamo ad una congiuntura mai vista nella storia dell'Umanita' e lor signori spendono tutte le loro forze per propagandare stupidaggini come la raccolta di schede con crocette e ipnotizzare la popolazione perche' non capisca questa semplice verita': NON ABBIAMO PIU' BISOGNO DI LORO.

Ora, in questo frangente, capirai il mio scetticismo per piccole operazioni di normalizzazione come Sussidi e roba simile ed anche dare lavoro al popolo.

Non abbiamo bisogno di lavoro, e non abbiamo piu' bisogno neanche dello Stato, figurati della loro elemosina.

Naturalmente gli elitisti alla Casaleggio, utili idioti, prospettano proprio il mondo di Zardoz....

marco cedolin ha detto...

Caro Pike, non abbiamo più bisogno di loro e neppure di lavoro e l'automazione commista alle nuove tecnologie potrebbe sgravarci dalle spalle quel fardello che portiamo fin dalla notte dei tempi. Ma se penso all'abisso che separa questa consapevolezza dalla sensibilità di una popolazione educata da sempre ad amare la propria posizione di schiavo mi vengono le vertigini ;-)

Sal ha detto...
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Sal ha detto...

Comunque stiamo parlando di reddito di cittadinanza e non di reddito di base a tutti, come consigliato da tanti pensatori del passato.
Pero certo il reddito di citttadinanza o di base che sia, per quanto buono, a me sembra che non metta in discussione il capitalismo e lo stato suo servo, non rompe con la societa mercantile, con la sua ossessiva logica...

marco cedolin ha detto...

Il reddito di cittadinanza può essere solamente una soluzione tampone temporanea Sal, perché lascia inalterato il problema di base. Finché non verrà messo in discussione il globalismo mondialista, capitalismo o come lo si voglia chiamare, si continuerà a procedere verso il baratro.

Francesca S. ha detto...

Sono sicura che tanto il reddito di cittadinanza promesso dai 5 stelle non si attuerà mai. Non esistono i presupposti e poi già iniziano i primi dietro front. Di Maio parlava di dover aspettare comunque per poter prima creare gli uffici di collocamento e avviarli ecc... Quindi vedete che non è un progetto fattibile nell'immediato e secondo me neanche con il tempo. Si chiama propaganda.

ivan giuliano ha detto...

non è altro che fuffa . Sovranità monetaria poi cominciamo a discutere su come risolvere i problemi . per favore smettere di finanziare i nostri schiavisti , fino a che gestiranno il nostro tempo non avremo tempo per fermarli . dovete diventare tutti poveri materialmente parlando , privatevi del superfluo e rifiutate lo "scontrino " lasciate che imperversino le minacce su di voi , non lascerete niente alle vostre generazioni future se continuate a difendere la miseria che vi rimane , al caldo vi è rimasto solo il culo!

Michele Brunati ha detto...

Caro Marco, questa è una delle rare volte in cui non sono d'accordo con te.

Tu scrivi: "[Lo Stato...] può tentare (ipotesi che personalmente preferisco in assoluto) di riacquistare la propria sovranità monetaria e di affrancarsi dal modello del mondialismo globalizzato, riprendendo in mano le redini della nazione e costruendo posti di lavoro che consentano a tutti i cittadini di lavorare e portare a casa un reddito con il quale sia possibile campare in maniera dignitosa la propria famiglia."

Quel che tu auspichi è uno stato totalitario social-comunista in cui l'elite dominante del "partito" decide cosa devono fare e non fare i cittadini: dal punto di vista etico come pure da quello economico. Per fortuna la Storia ci insegna che la pianificazione dal centro non funziona, tanto che nella vecchia URSS i famigerati piani quinquennali hanno portato la popolazione alla fame.
La sovranità monetaria che tu auspichi è una delle deleghe più pericolose che si possano affidare ad uno Stato. E' come mettere assieme il fuoco e la benzina: l'incendio dell'inflazione e del debito pubblico è inevitabile.
Da che mondo è mondo lo Stato non è in grado di creare i posti di lavoro, se non quelli inutili e di tipo assistenziale, pagati con i soldi prelevati dalla società "vera" che lavora e che produce beni e servizi. L'inefficienza delle aziende statali è proverbiale e questo lo sai.

I cittadini possono trovare lavoro e "portare a casa un reddito con il quale sia possibile campare in maniera dignitosa la propria famiglia" solo consentendo all'imprenditoria privata di respirare e di creare ricchezza. Vilfredo Pareto ci insegna che in una sicietà liberale tale ricchezza non sarà mai suddivisa in parti uguali tra tutti i cittadini però, se non altro ci sarà qualcosa da spartire.

Tu dici: "... altre strade non ne vedo...".

Posso suggeriti una terza via.

Qualche anno fa, nel mio post "Bisturi o pannicelli caldi?", proponevo una drastica riduzione della spesa pubblica togliendo di mezzo tutta quell'incrostazione burocratica ed improduttiva che sa creare solo scartoffie e disagi nella vita dei cittadini, lasciando "solo" 400 miliardi nelle mani statali.

Allora scrivevo:

"Se proprio non siamo capaci di fare a meno dello Stato, con questi 400 miliardi possiamo finanziare le seguenti attività:

- tutela dell'ambiente e della salute, (inquinamento suolo-acqua-aria, discariche, frodi alimentari, ...)

- politiche di decrescita demografica, (obiettivo: scendere a 10 milioni di abitanti in cento anni, ...)

- difesa della proprietà privata (lotta vera e spietata alla microcriminalità, recupero crediti, difesa del territorio, dei confini, ...)

- amministrazione della giustizia (sentenze equilibrate e in tempi brevi con pene certe e senza sconti, ...)"

Insomma uno Stato più leggero che si occupi solo delle faccende serie ed essenziali e che applichi il laissez faire in tutte le altre attività dei cittadini.

Par quanto riguarda il reddito gratis, ecco la mia idea:"La bufala del reddito di cittadinanza"

Tizio.8020 ha detto...

Praticamente secondo te lo "Stato" dovrebbe fare da "cane da guardia" dei Potenti e nulla più!
Dal tuo elenco di "compiti svolti dallo Stato" mancano i fondamentali.
Sanità, Istruzione, Difesa, Assistenza (Inps, Inail), Regole varie.
Hai tolto tutto quello che serve.
Praticamente i "cittadini" cui ti riferisci, e di cui è essenziale tutelare la proprietà privata, sono solo quelli ricchi.
Tu vuoi la lotta alla "microcriminalità", nel senso che i ladruncoli vanno arrestati, e ci vogliono pene certe e senza sconti.
Certo, la galera per i poveretti che riìubano il pane, mentre lorsignori continuano tranquillamente a vivere nel lusso.

Io partirei invece dall'alto.
Sono le Elite che necessitano di manodopera a basso costo, e sono loro che li fanno venire qua.
Allo stesso tempo, sono loro che pur violando tutt le Leggi non rischiano nulla.
Bene, cominciamo dalla Prima Carica dello Stato, e da lì scendiamo.
Controllo totale, al 100%, di ogni azione presente e passata, con severe indagini fiscali.
Ovviamente controlli estesi a tutti quelli che hanno rivestito cariche pubbliche negli ultimi , diciamo, 73 anni.
Ovviamente sequestro e confisca di ogni e qualsiasi frutto illecito!
Controllo e confisca esteso alla terza generazione e al quarto grado di parentela ed affinità.
Con conseguente galera, senza sconti.
Controllo di ogni Trattato sottoscritto da questi personaggi, con relativa denuncia e soppressione dello stesso, se il personaggio stesso risultasse non in regola al 100%.
Corrotto e/o disonesto il personaggio, nulli gli Atti!
Secondo me, applicando questa semplice regola, elimineremmo il 75% dei nostri problemi, avremmo azzerato il debito pubblico e creato dal nulla una classe di carcerati nuovi di zecca, con cui ripopolare il deserto del sahara , e coltivarlo!
Poi oh, se non cresce nulla e moriranno di fame e sete, mica è colpa nostra...

Michele Brunati ha detto...

Caro (Vilfredo).Tizio.8020, la prima parte del tuo commento odora pesantemente di statalismo condito in salsa rossa d'invidia. E su questo non mi trovi d'accordo. I "compiti fondamentali" che tu elenchi: Sanità, Istruzione, Difesa, Assistenza (Inps, Inail)... sono sempre stati in mano pubblica ed i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. Lo stato imprenditore è una iattura palese ma è dura da far digerire ai "compagni" ideologizzati. La micro-delinquanza che va a rubare nelle case e a malmenare i proprietari non è costituta da "poveretti che rubano per il pane" ma dai criminali che quando vengono arrestati sono subito rilasciati dai compagni in toga rossa. E poi il loro obiettivo non è mai la grande villa del riccastro, ma l'appartamento del pensionato inerme che se si difende va in galera per direttissima.
Le azioni che tu suggerisci contro i politici/governanti vecchi e nuovi lasciano il tempo che trovano in democrazia. Nessuno farà mai il repulisti del sistema in cui sguazza. Il debito pubblico non sarà mai azzerato. Nemmeno dalle prossime generazioni, se si continua così.
A proposito di "manodopera a basso costo voluta dalle elite"... Tu sei di sicuro uno di quelli che ancora crede che i baluba senz'arte né parte vengono qui a portare ricchezza e a pagare le nostre pensioni. Ma su, sveglia!

Tizio.8020 ha detto...

Hai troppa sicerezza nelle tue convinzioni.
Peccato però, non ne hai azzeccata una.
Perdonami se parto dal fondo.

Io sono assolutamente convinto del contrario, e lo sto dicendo da anni in tutte le salse.
Perchè i migranti possano "pagarci le pensioni" (come dice quel finto tonto di Boeri) bisogna che paghino (loor o chi li assume) dei contributi Inps.
Per far questo , bisogna che lavorino.
Ma se c'è lavoro, non servono migranti: abbiamo già troppi disoccupati nostri (inteso come Italinai, e stranieri GIA' presenti qui).
Io sono artigiano, e mi tocca sopportare tariffe inferiori a quelle degli anni '90.
Praticamente un qualunque dipendente prende più di me, ed ha una serie di diritti che io mi sogno: ferie, malattia ed infortuni pagati; assegni familiari; eventuali ammortizzatori sociali quali cassa integrazione, mobilità etc.
E tutto questo "anche" (non solo, ma anche) a causa dell'eccesso di manodopera.
Perchè mai "il padrone" dovrebbe pagarti a tariffa, quando ha pronto fuori dal cancello un intero esercito di disoccupati, pronti a tutto per quattro lire?
Inoltre mi sembra assurdo che lo stesso Stato che mi nega qualunque tipo di aiuto, adducendo come motivazione la mancanza di fondi, per poi trovarli eccome, quei fondi
se si tratta di targhetare , alloggiare, mantenere ed istruire tutti questi migranti.
La spesa dichiarata è di 4,2 miliardi di €.
E qui arriviamo al primo punto.
Certo che questi soldi se li mangiano loro.
Conosco persone che oltre a sedere nei vari Enti, Cooperative etc. , hanno anche aperto centri per alloggiare migranti, e beccarsi quindi le 35 € al gionro pagati dallo Stato.
Ci mangiano, altrochè!
Tu dici che non si potrà mai far pulizia.
Probabilmente hai ragione, finchè saranno gli stessi che mangiano a dover controllare non cambierà mai nulla.
Lo Stato, se funziona secondo le regole, non è assolutamente una iattura.
Lo diventa quando le regole vengono aggirate.
per quello ti dico che serve "tolleranza zero".
E' il privato "selvaggio", senza controlli, ad essere una iattura.
Dove sono co state privatizzazioni, sono cresciuti i costi e calati i servizi.
Vedi Telecom, Hera, Enel, Ferrovie, Anas, Autostrade, Eni, etc.

No, grazie!
La sanità pubblica, se gestita secondo le regole, costa pochissimo.
Ma dimmi tu perchè mai la stessa siringa deve costare 7 centesimi in Veneto e 35 centesimi in Calabria?
Una unica Centrake Acquisti, per tutto lo Stato.
E i medicinali, non devono essere acquistati nelle farmacie private, ma consegnati dal Dispensario delle Asl, con costi inferiori del 55-60%.

Vero che si spreca, ma ti sei chiesto perchè?

Sulla villa del pensionato, purtroppo hai ragione.
Ma credo che la cosa sia voluta.
Siamo l'unico Paese al mondo in cui se un ladro ti entra in casa, e si fa male (chennesò, cadendo al buio sulle scale!), tu sei tenuto a pagargli i danni...

Cordialità.


Michele Brunati ha detto...

Caro Tizio.8020,

mi fa piacere constatare che stiamo per entrare in sintonia. Siamo ancora fuori sincronizzazione di una ventina di KHz ma ciò non ci impedisce di comunicare "forte e chiaro".
Sono pienamente d'accordo su tutto quanto scrivi nella prima metà di questo tuo commento.

Vediamo un attimo i punti ancora da "accordare".

Tu scrivi:
Lo Stato, se funziona secondo le regole, non è assolutamente una iattura.
Lo diventa quando le regole vengono aggirate.


Quali regole? Quelle che lo Stato si è fatto da sé, ovviamente. Se ci liberiamo dalle ideologie, possiamo constatare che da che mondo è mondo, la gestione centralizzata di qualsivoglia funzione non ha mai funzionato in modo efficiente. Senza andare a ritroso nel tempo fino al fallimento e la dissoluzione dell'Unione Sovietica, guarda cosa sta succedendo ora in Venezuela a guida di un sindacalista socialista, tal Maduro, che ha portato il paese ricco di petrolio (!) ad una inflazione del 2616% nel 2017.

Tu scrivi:
Dove ci sono state privatizzazioni, sono cresciuti i costi e calati i servizi. Vedi Telecom, Hera, Enel, Ferrovie, Anas, Autostrade, Eni, etc.

Certo! Perché la privatizzazione e il libero mercato sono due cose nettamente distinte per cui il compimento della prima non implica automaticamente l'avvento del secondo. Questo perché i tarlo statalista ancora incistato all'interno delle privatizzate vanifica ogni tentativo di riforma. La libera concorrenza sta da tutt'altra parte.

Tu scrivi:
La sanità pubblica, se gestita secondo le regole, costa pochissimo. Ma dimmi tu perchè mai la stessa siringa deve costare 7 centesimi in Veneto e 35 centesimi in Calabria? Una unica Centrale Acquisti, per tutto lo Stato. E i medicinali, non devono essere acquistati nelle farmacie private, ma consegnati dal Dispensario delle Asl, con costi inferiori del 55-60%.

La realtà, inconfutabilmente dimostra il contrario. L'esempio leghista del costo della siringa (cioè il famoso costo standard) è stato proposto da almeno una decina d'anni ed è sopravvissuto ad una pletora di governi. Il fatto stesso che sia ancora portato come esempio vuol proprio dire che nessuno dei governanti ha mai avuto (e non ha) interesse ad abbassarne il prezzo in Calabria e "dintorni".
Per quanto riguarda i medicinali il discorso non cambia. La Centrale Acquisti unica per tutto lo Stato che tu, come diversi altri auspicate, se realizzata, diventerebbe un mefitico caravanserraglio dove le potenti lobby del settore farmaceutico possono ottenere molto, corrompendo pochi. Poggiolini insegna...

Fine prima parte...(continua)

Michele Brunati ha detto...

Seconda (e ultima!) parte...

Tu scrivi:
Vero che si spreca, ma ti sei chiesto perchè?

Sì, me lo sono chiesto. Come a suo tempo se l'è chiesto Ludwig von Mises, uno dei più influenti e autorevoli economisti della Scuola Austriaca.
La risposta è questa: "Lo spreco deriva dal fatto che lo Stato non è in grado di redigere il conto economico perché, agendo in regime di monopolio, non ha interesse ad ottimizzare la sua attività".
Mi spiego meglio. Nel libero mercato ogni attore deve fare i conti con la concorrenza e dunque è obbligato a far quadrare il bilancio tra le "entrate" e le "uscite". Se le prime sono costantemente inferiori alle seconde allora è costretto al fallimento ed esce dall'arena.
Per lo Stato è diverso.
Quest'ultimo i clienti (cioè i polli) non ha bisogno di attirarli a sé con una gestione oculata delle spese e con l'ottimizzazione del prodotto/servizi che offre perché li ha cooptati tutti già dalla nascita in qualità di pagatori di tasse.
Il servizio offerto è inefficiente e costoso? Chissenefrega! Che sia inefficiente non gliene importa niente perché tanto il pollaio è chiuso e i bipedi implumi non possono scappare.
Se è costoso allora ci sono mille possibilità di coprire il deficit: si contraggono altri debiti che pagheranno (!?) i posteri, cioè si aumenta il debito pubblico.
(Mossa assai gettonata e alquanto indolore dal punto di vista dei voti perché silente...)
Oppure, per coprire le perdite si possono inventare nuovi balzelli come pure aumentare le tasse che tutti sono obbligati a pagare, pena la galera. L'aumento dell'Iva è la travolgente passione che si annida nel cuore dei burocrati di Bruxelles.
Ecco qui la risposta dettagliata sul fatto che lo Stato può permettersi di sprecare.

A questo punto mi piacerebbe sapere l'opinione di Marco, che gentilmente ci ospita in questo suo blog. Sono sicuro che ci legge in copia e che se la ride di nascosto...