mercoledì 27 giugno 2012

Rubiamo ai poveri per dare alle banche

Marco Cedolin

La confraternita di usurai prezzolati che dopo il golpe dello scorso novembre usurpa i banchi del governo, continua a maramaldeggiare allegramente sotto la guida di Mario Monti e con il sostegno incondizionato di un parlamento composto da zombies, pronti a ratificare qualsiasi bestialità venga loro ordinata.
Lacrima Fornero ha iniziato ad impegnarsi con cura certosina nella sostituzione della produzione industriale con quella dei disoccupati, il tutto naturalmente al fine di creare la crescita e partendo dal presupposto che "il lavoro non è un diritto", bensì una creatura ectoplasmatica destinata a venire esorcizzata per sempre. Il "buon" Di Pietro e la Lega si scagliano contro le sue parole, ritenendole in contrasto con la costituzione. Ma sono stati (anche) loro a sostituire la costituzione con il Trattato di Lisbona , perchè continuare a fingere che quello che è ormai ridotto a carta straccia esista ancora?
I tagli dei servizi al cittadino e dello stato sociale oggi li chiamano "spending review", probabilmente perché usare il linguaggio del padrone incrementa l'appeal e contribuisce a far si che l'interessato non capisca una mazza di quello che viene ordito alle sue spalle....


Proprio nel nome dello spending review è partita la manovra Bondi che taglierà quel poco che resta del sistema sanitario italiano. Un taglio che dovrebbe far risparmiare allo stato circa 4 miliardi, necessari per pagare le missioni di guerra, ad oggi senza copertura finanziaria, per i primi interventi di ricostruzione in Emilia Romagna e per evitare che l'Iva venga aumentata.
Il fatto che per fare fronte al terremoto in Emilia Romagna fosse già stata inserita un'accisa sulla benzina e che il governo già abbia legiferato per mettersi al riparo da qualsiasi onere concernente la ricostruzione delle abitazioni distrutte nel corso di calamità naturali, viene come sempre bellamente sottaciuto. Tagliamo e tassiamo per non aumentare l'Iva è il mantra più in voga per giustificare tutte le manovre di questi ultimi mesi. A settembre, quando l'Iva salirà al 23%, come già disposto per legge, il gingle cambierà e nel gioco del bastone e della carota verrà inserito un nuovo spauracchio sul quale fare leva, magari la stessa Iva al 25%.

Che si tratti di "prending" review o di prendi e basta, l'unica certezza sembra essere quella concernente la destinazione d'uso dei denari. Missioni di guerra per conto terzi ed acquisti di armamenti a parte, quasi tutto il denaro sottratto alle tasche dei poveracci da Equitalia & company viene e verrà devoluto alle banche, per fare fronte alla bulimica ingordigia che ne rappresenta il tratto saliente.
Nel solo corso del 2012, ben 48 miliardi di euro estorti ai contribuenti italiani andranno infatti a rimpinguare le casse del sistema bancario europeo, ma in qualche caso è possibile anche fare di più. Come sta accadendo in questi giorni con Monte dei Paschi di Siena, che il governo italiano ha premiato con un prestito di 4 miliardi di euro, per il nuovo piano industriale che prevede la chiusura di 400 filiali e l'eliminazione di 4.600 dipendenti.
Il tutto nel nome della crescita prossima ventura, naturalmente.

6 commenti:

Alba kan. ha detto...

Carissimo Marco è proprio il caso di dire "dove andremo a finire?"
Stanno distruggendo l'economia, i posti di lavoro, tutto!
Aumentano le tasse, però le tasse finora erano una rendita sicura per lo stato grazie agli operai dipendenti a cui vengono sottratte subito dalla busta paga, perchè quelli che guadagnano milioni non le pagano e il governo continua a fare in modo che non paghino...

Io vedo veramente nero il futuro.

Come si fa a parlare di ripresa?
Se aumentano i disoccupati, e si spennano come polli i pensionati, chi è che compra? Ovvio che le le fabbriche chiudono, ed è un circolo vizioso...
Persino un bambino dell'asilo sa che per creare lavoro e fabbriche la gente deve poter spendere e non tirare la cinghia anche sugli alimenti, ma noi siamo nelle mani dei "tecnici" ... i grandi esperti dell'economia!

marco schanzer ha detto...

La crescita.....di che cosa ?

marco cedolin ha detto...

Cara Alba, la sensazione preponderante è che al di sopra della cortina fumogena costituita da tutto questo caos, abbiano le idee ben chiare sul "luogo" dove farci andare a finire.
Come giustamente hai detto tu, neppure un asino o un economista potrebbero realmente pensare ad un modello di crescita economica costruito sulla disoccupazione e sulla riduzione sistematica del potere di acquisto dei cittadini.
Qualunque genere di produzione continuerà a contrarsi in maniera sempre più marcata, così come si contrarranno, le aziende in esercizio e le potenzialità di acquisto dei cittadini.
La ripresa è una carota appesa dinanzi al naso di tanti asini, mentre vengono trascinati in fondo al burrone. Resta solo da capire una volta riempito il burrone cosa intenderanno fare di noi sventurati....

Caro Marco,
quando sentivo parlare di crescita tempa fa sorridevo. Oggi ti confesso che mi resta un poco più difficile. Credo sia il più fulgido esempio di una parola sostanzialmente priva di senso, usata ed abusata per veicolare qualsiasi sorta di porcheria sia funzionale a chi gestisce il potere.
Probabilmente quando ci diranno che occorre suidicidarsi per la crescita, i ponti si affolleranno di gente che aspetta il proprio turno per buttarsi di sotto, e si tratterà di code ancora più deprimenti di quelle di qualche giorno fa per pagare l'IMU.

marco schanzer ha detto...

Ho lanciato la notizia della nascita di una nuova tassa...il P.I.T.S.U. . Le folle hanno mosso la mano verso il portafogli .Poi ho negato....in tempo per una tassa intitolata al professore di Monti a Yale...Mr. Tobin .

PierLuigi Caravella ha detto...

Il guaio è che la maggioranza della popolazione, nonostante tutto, preferisce Mario Monti agli altri. In altre parole, la colpa è dei politici, non delle banche e delle loro speculazioni. Sia chiaro: i politici hanno le loro grandissime responsabilità, non ultima l'appoggio incondizionato a Monti che sta a significare due cose: la subordinazione della politica alle Banche; l'ammissione di provata incapacità a governare dei politici.

marco cedolin ha detto...

Condivido, Pierluigi. Posto il fatto che i politici hanno gravissime responsabilità, in primis quella di avere avallato un governo golpista e di votarne le "riforme" attraverso le quali sta demolendo quel che resta del paese, appare chiaro il loro ruolo di catalizzatore dell'attenzione.
Siamo tutti impegnati a fare la radiografia della classe politica e dei suoi privilegi, con sguardo indignato e riprovevole, mentre alle nostre spalle i banchieri si stanno portando via tutto quanto, in silenzio e senza che li osservi nessuno.